Gli incontri casuali sono stati una delle caratteristiche di questo cammino. Chi più loquace, chi più silenzioso, chi ti interpellava per primo, chi era curioso della tua provenienza, chi incontravi nel letto affianco o nelle cene comunitarie. Una parola si scambiava sempre e, sopratutto si apprenderanno curiosità, segreti del cammino e informazioni utili per il prosieguo.
Mi piacerebbe citare tutte le persone incontrate e non sarà facile perché, benché quasi tutti siano menzionati nel blog, dovrò fare un esercizio di memoria perché non mi é facile consultarlo da Santiago.
Il primo giorno a Saont Jean de Port durante la cena comunitaria ho conosciuto Alex, Maria e Antonio. Con loro ho trascorso la prima settimana in cammino. Alex, della provincia di Vicenza é una persona apparentemente chiusa ma con un cuore grandissimo. Aveva una grande esperienza nei trekking e in passo invidiabile. Sapeva tutto su come curare tutti i malanni del cammino ed é stato per me in punto di riferimento oltre che un eccellente maestro. Lo ringrazio per la sua ampia disponibilità e pazienza. Antonio e Maria sono marito e moglie. Sono di Crema. Lei é del 46, simpatica, disponibile e una gran ammiratrice. La ringrazio per avermi fornito una crema miracolosa per alleviare il mio dolore alla gamba. Antonio, molto più giovane é un omone grande e grosso, sempre allegro e non minimamente preoccupato delle difficoltà del cammino. Mi sorprendeva perché anche nelle giornate fredde, camminava in calzoni corti. Avevano un altro passo e, con dispiacere ci siamo dovuti salutare. Li ringrazio per avermi chiamato più volte al telefono per vedere se tutto andava bene e a che punto ero. Sembrerò di loro un bel ricordo.
A Saint Jean c'erano altre due persone che hanno formato per caso una coppia indissolubile. Mario, capo sala di Brescia appena andato in pensione e Italo psichiatra di Grosseto di cui non ricordo il nome. Mario fin da subito avveva un ginocchio gonfio ma con pazienza é andato avanti. Lo psichiatra sembrava catapultato in un mondo che non era il suo, ma assieme, lentamente hanno proseguito. Qualcuno mi ha detto che erano rimasti un po' indietro ma che in qualche modo sono arrivati a Santiago.
Eric, il giovane 25enne che affrontava il cammino da solo a un passo per me non sostenibile, ma che per compassione e per ascoltare le mie esperienze nel mondo del lavoro, ha camminato per alcuni giorni con me, fornendomi anche un capo di abbigliamento quando un giorno ho patito il freddo. Festeggiava in cammino la sua laurea da 110 e a Santiago lo raggiungeva la madre con cui avrebbero continuato fino a Finisterre.
Nancy, la signora americana incontrata casualmente al ristorante perché c'era un posto dove sedersi ed ero tutto pieno. Le ho offerto di sedersi al mio tavolo ed ha molto apprezzato il gesto galante. La avevo definita settantenne e spero non abbia letto il blog perché la gaffe é notevole in quanto é nata nel 1960 e quindi non ha neanche 60 anni. Ci siamo incontrati spesso in cammino e sopratutto casualmente la sera e spesso a siamo cenato assieme ad altri. Vive a San Francisco e, all' interno di una corporate, insegna leadership. Viaggia con una valigia che la segue e dorme sempre in albergo. Il suo americano é sempre stato per me comprensibile e quindi siamo riusciti a spaziare su molteplici argomenti. Oggi é tornata a San Francisco perché il suo cane é malato.
Herta, la signora austriaca un po' enigmatica. A volte abbiamo camminato assieme e la conversazione languiva un po' a causa del suo inglese inesistente e del mio tedesco troppo debole e dimenticato nonostante i corsi effettuati. A Leon é arrivata con un piede gonfio e mi ha chiesto di accompagnarla in ospedale perché non era in grado di esprimersi. Ne ho approfittato per chiedere informazioni anche sul mio povero piede sinistro.
Barbara, Italo australiana, allegra, simpatica, disinvolta e dal passo tosto. Anche lei non stava in ostello e la valigia la seguiva. A Santiago la ha raggiunta il marito, un omone dal viso tipicamente anglosassone. Barbara parla ancora un eccellente italiano. A quanto sembra viaggia moltissimo e é ancora amante dell'Italia dove viene spesso. Qualche volta mi ha aiutato a comprendere il linguaggio ostico di qualche altro australiano.
Il gruppo bergamasco del Lago d'Iseo, allegro, coeso, aperto e ospitale nei miei confronti. Le signore pugliesi, mi ricordo il nome di Brigida che hanno fatto solo il percorso da Sarria, ma sono rimaste entusiaste della breve esperienza.
Hilde, la psicologa olandese, allegra, frizzante e ironica...una vera olandese. Roger, inglese rubizzo che ieri mi ha chiesto quali fossero le motivazione del mio cammino. Padre Fabio, sacerdote tosto, curioso e molto preparato.
Gli ospitaleros come Jose Luis che mi ha accolto e curato come un figlio consentendomi di proseguire il cammino in un momento di sconforto. Le giovani suore agostiniane:simpatiche, giovani, fresche, sorridenti e dotate di grande forza comunicativa. I fratelli spagnoli ospitaleros ottantenni: allegri, che cantavano le canzoni Rap e ci hanno costretto a cantare in tutte le lingue.
Una umanità ricca e commovente con gente serena, entusiasta, sorridente, aperta, disponibile, attenta, curiosa, originale, disarmante.
Una grande lezione di vita che porterò sempre con me.
Un grazie a loro per l'esempio.
Semplicemente stupendo. Magari se gente simile tu l'avessi incontrata in qualche evento mondato, conferenza di lavoro o semplicemente nel tranbusto della vita quotidiana, molto probabilmente avresti ricevuto nulla o, addirittura, nemmeno avresti avuto relazioni. E' il cammino semplice, fatto con l'essenziale ed anche duro che, quasi sempre, trasforma l'apparire in essere. Ci rende migliori e comunichiamo per dare, anche poco ma, dare all'altro qualche cosa di noi. Anche in questo possiamo ritrovare le parole che diceva padre Fabio ieri. Queste esperienze non meravigliose prima di tutto per chi le vive ma, almeno per me, rispondono a tante domande anche a me che ti seguo digitalmente (e spiritualmente).
RispondiEliminaCiao Oreste. Congratulazioni a te.!!!! Un'impresa veramente top. Un carico di spiritualità, di esercizio fisico e di meditazione inesauribile. Il tutto coronato dal tuo grande spirito di sacrificio, tenacia e sopportazione delle sofferenze, sempre con il sorriso e il buon umore che ti contraddistinguono. Grazie per averci resi partecipi del tuo viaggio con le notizie, le note di cultura dei luoghi incontrati sul cammino e le bellissime fotografie. Ti abbraccio forte e sono fiero di averti come amico e compagno di corso. A presto. Vincenzo
RispondiEliminaGli incontri non sono mai casuali.
RispondiEliminaSono del parere che le persone che incontriamo si manifestano sempre per quelle che sono, è la prospettiva dalla quale le ammiriamo che cambia. Noi pensiamo di vederle in maniera diversa ma è l'ambiente dove le incontriamo che le rende diverse. Sono poi le caratteristiche caratteriali che ci accomunano e che ci fanno fare la selezione. Se sul tuo cammino hai trovato gente generosa, umile e cordiale, disponibile perché tu sei generoso, umile cordiale ecc... come chi hai incontrato.
La vita quotidiano, la routine, lo stress dei giorni nostri affossa queste qualità che in queste occasioni riemergono a confronto con altri simili a noi. E' come conoscere una lingua straniera, non la parli per anni e scompare dalla tua testa, poi hai bisogno di utilizzarla e, come per incanto, riappare nella tua mente.
Mi meraviglio Oreste del tuo sforzo di memoria, dove è finito il tuo quadernino nero dove sistematicamente appuntavi i tuoi pensieri giornalieri?